GLI ARCHIVI ADERENTI
CINETECA BOLOGNA
La Cineteca del Comune di Bologna, capofila del progetto, dalla sua nascita negli anni Sessanta ha sviluppato una politica di raccolta, salvaguardia e valorizzazione della cultura cinematografica nei suoi svariati aspetti, con una particolare attenzione rivolta alla riscoperta e alla riproposta del cinema italiano: si possono citare a tal proposito i restauri, che hanno contribuito a far uscire il cinema muto italiano dal cono d’ombra in cui era stato a lungo relegato, o il Progetto Italia Taglia, impegnato a riscrivere la storia della censura cinematografica nazionale.
Il Festival del Cinema Ritrovato è da molti anni uno degli appuntamenti privilegiati per gettare nuova luce su capitoli dimenticati della nostra storia, non solo cinematografica. Nel corso dell’edizione 2005 del Festival, il grande interesse suscitato dall’ampia sezione dedicata al cinema di propaganda ha fornito un impulso essenziale allo sviluppo di un progetto più articolato sul cinema di propaganda.
La Cineteca di Bologna, per il primo anno del progetto, ha lavorato su una parte del vasto patrimonio conservato, in particolar modo concentrandosi su produzioni locali (per note ragioni storiche riferibili soprattutto al PCI) e su alcune specifiche collezioni (un gruppo di film finanziati nell’ambito del Piano Marshall e il fondo della casa di produzione Corona Cinematografica).
Presso gli archivi della Cineteca di Bologna, inoltre, è depositato il ricco patrimonio filmico dell’Istituto Gramsci dell’Emilia-Romagna.
www.cinetecadibologna.it
FONDAZIONE ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO
L’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico è stato costituito nel 1979 e riconosciuto come Fondazione con Dpr del 13 febbraio 1985. La Fondazione è tutelata dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio; è iscritta nell’albo degli Istituti culturali d’interesse della Regione Lazio.
La Fondazione svolge attività scientifica e politico-culturale nel campo degli audiovisivi e della multimedialità, per favorire la costruzione di una memoria collettiva della vita sociale, delle lotte democratiche e dei loro protagonisti. Tra le sue finalità istituzionali più importanti, vi è la ricerca, la raccolta, la conservazione, la catalogazione e il restauro di documenti cinematografici, videomagnetici, digitali, sonori, grafici e fotografici su ogni tipo di supporto, sia a carattere documentario che di ricostruzione narrativa. Di uguale importanza è l’attività di studio, analisi, diffusione e riuso di tali documenti, affinché essi non rimangano «nelle scaffalature in una indeterminata attesa», come diceva Cesare Zavattini, che è stato il primo presidente dell’Archivio audiovisivo, ma divengano un bene culturale condiviso, stimolo di riflessione e conoscenza. Quindi, la Fondazione promuove ricerche, cura pubblicazioni specializzate, collabora a festival, organizza convegni, seminari, rassegne, mostre su temi legati alle sue aree di interesse istituzionale; realizza, inoltre, corsi di formazione con particolare attenzione alle figure professionali del documentalista e del filmmaker. Il linguaggio filmico rappresenta uno straordinario strumento per analizzare, comprendere, rappresentare e comunicare la realtà: perciò la Fondazione sostiene, anche in collaborazione con altre strutture, la produzione di film a base d’archivio, e continua a documentare attraverso l’audiovisivo gli eventi del presente, incrementando così il proprio deposito di memoria.
I film documentari, i film di finzione, i documenti audiovisivi sono prevalentemente di argomento storico-sociale e riguardano tutto il secolo XX, in particolare gli anni dal 1945 al 2005. Si riferiscono a tutti i paesi del mondo, anche se l’Italia ha una parte predominante.
Il patrimonio dell’Archivio: Cineteca 5.000 ore circa in pellicola; Videoteca 5.000 ore circa di videoregistrazioni analogiche e digitali; Nastroteca 3.000 ore di sonori in presa diretta; Fototeca 200.000 immagini fisse; Biblioteca 5.000 volumi, riviste e letteratura "grigia". Argomenti prevalenti: audiovisivi, cinema, comunicazione, problemi del lavoro, storia contemporanea. Fondi cartacei Proposte/progetti/sceneggiature di film documentari e d’inchiesta non realizzati. Testi di commenti parlati di film documentari. Miscellanea.
ISTITUTO GRAMSCI EMILIA ROMAGNA
L’Istituto Gramsci Emilia-Romagna è un ente di conservazione di materiali documentari e bibliografici; svolge un servizio pubblico di consultazione dei documenti e di biblioteca; organizza convegni e seminari; favorisce e patrocina ricerche. Le aree di interesse privilegiate sono la storia contemporanea dell’Italia e dell’Europa, con particolare attenzione alla storia del pensiero politico contemporaneo e alla storia locale, di Bologna e dell’Emilia Romagna.
In quest’ottica la partecipazione al progetto di studi ha offerto la possibilità di valorizzare il catalogo audiovisivo ereditato dalla Federazione di Bologna del Partito comunista italiano, offrendo così a ricercatori e cultori della materia nuove fonti e una strada ulteriore per l’approfondimento della storia contemporanea locale e nazionale.
www.iger.org
ISTITUTO STURZO
L’Istituto Luigi Sturzo ha dedicato negli ultimi anni la sua attività di ricerca al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione della documentazione audiovisiva prodotta dalla Democrazia cristiana.
Le fasi del progetto sul materiale audiovisivo della Dc
1 Ricerca e reperimento, delle pellicole cinematografiche, relative alla propaganda della Dc.
Il fondo degli audiovisivi è ad oggi costituito da circa 250 film.
2. Trattamento fisico del materiale: le pellicole (16/35mm) sono state riversate in formato analogico e digitale (Beta sp, Vhs, Dvd ), catalogate, classificate, e suddivise in base ai formati (pellicola, beta, vhs, dvd).
3. Visione di tutto il materiale audiovisivo giacente presso l’Istituto Sturzo.
4. Catalogazione e schedatura dei filmati. Per ogni film è stata realizzata una scheda informativa GEA, contenente oltre alle informazioni di base, quali il titolo, la data, la regia, i collaboratori e la produzione, anche la trascrizione analitica dei contenuti completata dai titoli di testa e di coda, inseriti per intero.
5. Raccolta dei documenti cartacei relativi alla revisione cinematografica (visti di censura) di tutte le pellicole giacenti presso l’Istituto Sturzo e distribuite nelle sale cinematografiche.
www.sturzo.it